Mi chiamo Walt. Ho 29 anni. In realtà ne ho quasi 30, al mio compleanno manca poco più di un mese. Abito in una piccola città e sono un impiegato. Sono gay, e convivo con il mio fidanzato, Dug. In genere, quando una persona è vicina ad un compleanno importante, alla fine di un “decennio”, si siede e fa il punto della situazione su quello che ha fatto nella sua vita fino a quel momento. Io invece voglio raccontarvi quello che mi succede da adesso in poi, come per “ricominciare”. Per quanto riguarda il passato vi basti sapere che sono laureato, sono andato via di casa a 18 anni per l’Università e non ci sono più tornato. Che mia madre morì quando avevo 13 anni, e per questo motivo ho dei ricordi labili di lei, per questo non ne parlo tantissimo; che mio padre è risposato, che io ero figlio unico fin quando lui non si è risposato; che ho acquisito, dal suo secondo matrimonio, 2 fratelli, entrambi più grandi di me, con i quali non vado d’accordo ma al tempo stesso non mi frequento molto, anche perché vivono lontano.
Circa 6 anni fa ho conosciuto il mio attuale ragazzo. È stato un vero e proprio colpo do fulmine. Dug è molto deciso, ha le idee chiare sulla sua vita ed è molto ambizioso, ma al tempo stesso è un cucciolo, ha bisogno di essere protetto. È l’ideale per chi ha un forte istinto protettivo come me. Dopo appena sei mesi di conoscenza, in perfetta follia, abbiamo deciso di trovare lavoro e andare a convivere. E da allora continua così, ci è andata bene. Viviamo in un bell’appartamentino in affitto con la nostra gattina, lavoriamo per la stessa azienda. Dug è nell’amministrazione, io nella Gestione del Personale. La nostra sembra una vita abbastanza “normale”, ma secondo me, vedendola da un altro punto di vista, è una vera e propria soap opera.
Ieri notte ho provato a ripensare alcune cose che mi erano accadute, guardandole dall’esterno. Vi è mai capitato? Beh, io ho avuto l’impressione di vedere una puntata di BEAUTIFUL. Allora ho pensato che forse potevo provarci volta per volta, estraneandomi, guardando quello che mi accadeva come fossi un osservatore silenzioso ed esterno, e mettere tutto nero su bianco. Ecco il perché di questo mio diario. Un diario è come un libro, con una marcia in più: l’autore del libro sa esattamente da dove partire, come sviluppare la storia, e dove si andrà a finire. Io so solo che parto da qui, ma quello che accadrà è tutta un’incognita. Vedremo come finirà questo “libro”.
